quando ero cieca

ImmagineCi sono cose che non posso dimenticare, perché dimenticarle significherebbe tradirmi e tradire.

Come dimenticare per esempio tutti i quei piedini nudi che attraversano pozzanghere e fogne in cerca di giochi e pesciolini, fuggendo da una realtà che non può essere reale.

No, quella vita ti dici non è vera, sia per me che l’ho vista con occhi da spettatrice, che con l’anima di un ragazzino che si chiede, perché sono nato in una favela a ridosso del fiume-fogna Dutra? In realtà me lo sono chiesto io, quando poco prima il mio unico problema era cambiare la carta da parati della mia cameretta, troppo piena di mobili, troppo pieni di vestiti e libri.

Eppure ho scoperto l’altro lato della medaglia e iniziare a pensare che Graças a Deus ci sono bambini che non sono nati per strada, almeno hanno una baracca con allaccio alla luce, Neia (la cuoca dell’asilo) che prepara la manioca fritta, e lì incontreranno sempre qualcuno che mi riempirà di coccole e carezze, mica come un Francisco qualsiasi davanti a Praça da Sè.

Immagine

La cecità è comoda, perché dovremmo affrontare fin troppe colpe e vergognarci ogni qual volta che abbiamo guardato con aria di sufficienza una persona in difficoltà. C’è chi preferisce farsi vittima dei propri problemi, c’è chi invece vuole sentirsi migliore. Tutti concetti relativi.

Che poi la mia più grande difficoltà si riassume in una frase che un mio amico pochi giorni fa mi disse “fare i comunisti con il culo degli altri”. Si, è proprio questo che mi da fastidio. Votare a sinistra, dire che sei comunista, quando di operaio in te non c’è nulla, anzi lo dici con orgoglio che mammina di porta la colazione a letto. Oppure votare a destra, quando la destra ti ha inculato pure lei con i suoi contrattini di lavoro, le casse integrazioni e le privatizzazioni.

Ecco perché non posso dimenticare tutti quei piedini che lavavo pieni di fango e strane ferite. Quei piedini appartenevano a piccoli angeli da un sorriso immenso. Cioè nonostante tutto loro ridevano e si davano da fare, per imparare a sognare e a voler bene il proprio vicino. Quei sorrisi trovarli a Milano mi è stato molto difficile, ma non impossibile. Mi fanno insomma ben sperare che un poco di raziocinio arriverà prima o poi. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...